Il marketing strategico innanzitutto permette di fare salti importanti senza spendere cifre assurde. Si tratta di qualcosa di non concreto? Di filosofia? In realtà no e anzi. Per una Piccola Media Impresa il marketing strategico è uno strumento basilare che si contrappone a quello che si definisce oggi il marketing operativo.

Attenzione, è una contrapposizione, sì in questo caso, teorica. La vostra azienda ad esempio ha un’idea alle spalle o si limita a produrre? Nel primo caso parliamo di progettazione, ovvero di strategia, nel secondo caso, auguri. Sì, perché basare la propria attività esclusivamente sull’operatività, sul fare, col tempo vi porterà ad avere una marginalità sempre inferiore e una soddisfazione dei clienti (ma anche vostra) in picchiata.

Il marketing strategico si trova al primo posto del processo mentre quello operativo si trova più in basso e questo si occupa di dare forma vera e propria alle idee in maniera chiara, strutturata, secondo un progetto altrettanto chiaro e strutturato.

Ok, allora cos’è questo marketing strategico? È lo studio, la verifica e la strutturazione di un percorso che porta alla concretizzazione del valore per il pubblico di riferimento che abbiamo individuato per il nostro prodotto e/o servizio.

Proviamo a riassumere in questo modo (così da essere più chiari):

  • Perché l’azienda esiste?
  • Perché scegliere la tua azienda rispetto alla concorrenza
  • Che valore dai ai clienti?
  • Come rendi profittevole questo processo?

Quando dietro al nostro marketing non c’è un’idea una STRATEGIA, quello che accade è che possano accadere due cose e obiettivamente sono l’una peggio dell’altra. Senza strategia tendenzialmente si segue l’andamento di mercato: quello che fanno i competitor e come si muovono gli interessi delle persone. Social, sito internet (newsletter, blog, adv, form, chatbot…) diventano strumenti che replicano i messaggi che i leader di mercato hanno già consolidato e quello che accade è che non solo tenderemo a “copiare” gli altri ma in realtà faremo proprio il loro gioco, fissando ulteriormente il loro marchio nella testa del nostro pubblico. Se non accade questo di solito succede qualcosa di ben peggiore: ovvero si racconta e si promuove quello che in realtà l’azienda non è o addirittura la si appiattisce a ciò che fanno gli altri senza presentare quello che effettivamente la differenzia dalla altre, concentrandosi sul prezzo e puntando sul ribasso (si sa, il cliente sceglie il prezzo inferiore…vero ma fino ad un certo punto)

Ho fatto confusione?

Proviamo a riordinare le idee con un altro elenco:

  • Vendere il prodotto giusto
  • Alle persone giuste
  • Al momento giusto
  • Dove loro sono più disposte a comprare

Da dove partire? Dall’analisi

Quali sono le leve che ci rendono competitivi? Come potenzialmente la categoria in cui operiamo cambierà nei prossimi anni?

Se state pensando al business plan, a meno che non lo abbiate progettato con una scadenza annuale, potete buttarlo serenamente nel cestino…tempi come questi ci hanno insegnato che questo tipo di programmazione è anacronistica e lontana dalla realtà.

Io abito in Romagna: non mi aspettavo di certo il Covid (come il resto del mondo, per carità…); non mi aspettavo l’alluvione; non mi aspettavo le grandinate a luglio che mettono in ginocchio la produzione e la filiera economica di una intera regione.

Ecco: quale business plan è in grado di prevedere questi andamenti? Queste vulnerabilità? Questi fattori di rischio? Ci si sta provando con gli algoritmi e con l’intelligenza artificiale, ma siamo ancora ben lontani dal trovare una soluzione.

Principalmente in azienda si spende il 70% del tempo e delle risorse economiche nell’erogazione del prodotto e/o del servizio, questo in tutti i campi.

Il marketing strategico è scientifico? Sì

Definisci un messaggio di marketing preciso e chiaro per il tuo pubblico e investi su strategie di lead generation, posizionandoti correttamente sul mercato.

ATTENZIONE! Prima di trovare nuovi clienti fermati un attimo e valuta bene. Riuscirai a gestirli e saranno profittevoli? Forse ha più senso far sì che i clienti che sono nel tuo portafoglio acquistino di più, oppure riattivare i tuoi clienti “dormienti” su cui hai già investito in passato in termini di tempo, energie e risorse per acquisirli…

Ha senso questo ragionamento, che dici?

Ricorda un’altra cosa: quello che oggi facciamo nel digitale è solo un elemento e questo non può prescindere dalle relazioni, dalle persone, dal mind-setting, dall’organizzazione aziendale. Un cliente soddisfatto parlerà bene di noi al massimo ad altre tre persone; uno insoddisfatto parlerà male di noi almeno a 11 persone.  

Se vuoi saperne di più, per te o per la tua azienda, se vuoi una mano nella gestione del tuo marketing, scrivimi. Sono a tua disposizione!

Un consiglio: se non riesci a rispondere a tutte le domande che hai trovato in questo articolo, beh…ti consiglio di interrompere tutte le attività di sponsorizzazioni che hai in atto (da Facebook a Google), questo perché stai spendendo inutilmente i tuoi soldi. (questo consiglio è ovviamente gratis!)

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