Quando Facebook salva un’azienda e i posti di lavoro

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Quando Facebook salva un’azienda e i posti di lavoro

Un altro importante esempio di come la presenza sui social possa aiutare le imprese a combattere la crisi

 

In difficoltà da mesi con, con salari non pagati da agosto scorso, il rischio di non vedersi consegnati i prodotti dai fornitori: la situazione della Melegatti pareva proprio al limite ma con una boccata d’ossigeno arrivata dal fondo maltese Abalone e con il via libera da parte delle storiche aziende che forniscono burro, uova e farina all’azienda fondata nel 1984 da Domenico Melegatti, la produzione natalizia è potuta ripartire.


La fiducia nel gruppo e soprattutto nei lavoratori è stata la scintilla che ha fatto scattare la molla, l’entusiasmo, la voglia di rimettersi in piedi e lottare.
Con lucidità e soprattutto sull’onda del riscatto tutti si sono rimboccati le maniche dandosi un obiettivo impegnativo, produrre entro il prossimo 10 dicembre 1.57 milioni di panettoni e pandori.
Nei giorni della ripartenza i lavoratori si sono immediatamente attaccati a whatsapp facendo circolare un messaggio diventato virale nel giro di pochissimo tempo:

“Da oggi tornano al lavoro le operaie e gli operai di melegatti senza stipendio da mesi. Ritornano a produrre per Natale. Compriamo uno o due pandori Melegatti affinché queste operaie e questi operai possano avere un sereno Natale. Diffondi il messaggio su Melegatti se ritieni importante il lavoro e la tradizione natalizia”.

Un messaggio differente quello comparso sulla pagina facebook ufficiale dell’azienda, che richiama comunque i valori sopra citati in forma indiretta ma comunque efficace,  ha ottenuto più di 30 mila like e una marea di condivisioni e interazioni Questa iniezione di fiducia ha spinto le stesse catene di distribuzione a far posto nelle loro scaffalature ai prodotti dell’azienda di San Giovanni Lupatoto (Verona).

La rete è un luogo dove pullulano fake news, haters, ma in mezzo a questa selva di persone si annidano milioni di utenti pronti a spendersi e sostenere le buone cause e la comunicazione fatta bene. #NataleConMelegatti ne è la riprova.
Il messaggio è sintetico, chiaro, funzionale e va subito al dunque. Contiene tutti gli elementi fondamentali per una buona comunicazione, per veicolare in maniera corretta il messaggio:

  1. C’è una storia, una componente emozionale che deve prima scuotere gli animi.
  2. C’è la manifestazione di un’esigenza e di un’opportunità (è Natale, si mangiano i panettoni e i pandori e il loro sapore migliora se al dilettevole uniamo la componente dell’utilità, cioè di aiutare i dipendenti senza stipendio)
  3. C’è la call to action accompagnata da un claim motivazionale (compra e diffondi il messaggio se ti interessa aiutare i dipendenti, in più in generale il lavoro e la tradizione natalizia).

Questo tipo di comunicazione genera coinvolgimento e il perché fin da subito chiaro:

  • C’è un prodotto che conosciamo e che fa parte della nostra tradizione e che si sposa perfettamente con la stagionalità.
  • Fa leva sui valori del lavoro, dell’occupazione, temi particolarmente sensibili in questa epoca storica.
  • C’è l’invito ad un’azione semplice, economica, alla portata di tutti.
  • C’è il coinvolgimento emotivo perché facendo la propria parte si condivide il successo di un’azienda così come si alleggeriscono le difficoltà dei dipendenti, il tutto in una sorta di percorso di redenzione.
  • Si chiude poi col senso di appartenenza e di condivisione valoriale, “fai questo se per te il lavoro è importante, se ti importa il tema del lavoro”.

 

Un perfetto esempio di etica della reciprocità: “Fai agli altri quello che vorresti fosse fatto a te”

“Più forti sono le cause e l’emotività che suscitano, maggiore sarà la risposta della rete”

Il risultato: stando alle ultime informazioni pubblicate dalla stampa nazionale pare che l’asticella dell’obiettivo di 1.5 milioni di prodotti possa essere addirittura essere superato.

Nonostante questo sono ancora tante le aziende che non presidiano i social, i luoghi dove la gente si approccia, condivide interessi, problemi, cause e passioni.
E’ fondamentale, invece, esserci e farlo con una strategia, conoscendo bene le regole del gioco per evitare che uno strumento dal potenziale pressoché illimitato possa trasformarsi in un’arma letale per chi la usa.

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